CR 01 SJ - Artcircle

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CR 01  SJ 01

Plaster bas-relief.
Unique piece obtained by hand modeling.
Critical text by Alessandra Santin.

I monocromi tondi di Stefano Jus interpellano la magia e le suggestioni prodotte dalla luce radente, cifra sostanziale anche nel linguaggio visivo di Nicola Grassi. Posizionata di lato all’opera, questa luce diagonale crea contrasti, rilievi e spazi indefiniti, vuoti enigmatici in cui fluttuano figure interattive, luminescenti e in costante dialogo. L’ambiente di ogni singola opera, privo di profondità, sembra comprimersi o dilatarsi intorno alle relazioni danzanti dei protagonisti. Come se affiorassero da un tempo liquido, i protagonisti moltiplicano i gesti comunicativi e i contatti emblematici. Qui l’ombra non è più una conseguenza della luce, ma il suo scopo primario. Essa, infatti, è la vera protagonista. Il corpo-ombra, come "presenza di un'assenza", diventa l'elemento trasfigurante capace di attenuare ogni realismo. L’assorta solitudine del singolo si arrende al dinamismo esasperato e alla caotica gestualità delle folle. Ovunque si contrae la vita. Stefano Jus si muove sempre tra suggestioni del passato e illuminazioni del presente. Le sue opere tonde sono costruzioni evidenti e manifesti dell'illusione della complessità dell'esistenza.


Critical text by Enrico Lucchese.

The energy of the Discs, an archaic form on which Jus is working, moving from the circle filled with primitive dancers to broken millstones on which stratiform clouds insist, the figures precipitated in the lower register, destined to become hieroglyphics if not the symbols imprinted on the Cretan Disc of Phaistos, an enigma of the Minoan language. Again, the word, though unintelligible to our ears (sometimes accustomed to empty speeches or oaths), and the dynamic eternity of the circle that returns.

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